giovedì 14 febbraio 2008

Ma perchè Tonino sì e il compagno Boselli no?

A dispetto di quanto annunciato pochi giorni - ormai è deciso, correremo da soli! - Walter Veltroni ha stretto un accordo con il movimento di Di Pietro Italia dei Valori. Il PD e l'Italia dei Valori si presenteranno in coalizione ognuno con il proprio simbolo, certo con lo stesso programma (a proposito quale?).
La stessa cosa che era stata richiesta dai socialisti e dai radicali. Ma perchè invece "Se i socialisti e i radicali vogliono, possono entrare nelle nostre liste "? Bella proposta! O sparisci entrando nel PD o sparisci perchè stai fuori! Ma perchè a Di Pietro è stato concesso? Forse perchè non è comunista, forse perchè non è un ambientalista, forse perchè non è socialista, non è radicale, non è laicista, non è un cattolico integralista. Forse perchè è niente... proprio come il PD.

4 commenti:

maria ha detto...

Risposta esatta, senza forse.
E poi Di Pietro è abbastanza sanguigno e fa gaffes in continuazione, così risplende meglio la bontà di Uolter.
Certo che anche gli arcobalenisti, quanto a identità convergenti...!

sinistra no xe fasioi ha detto...

Maria come iscritta al pd sei un po' critica.
Rivolgerei invece un pressante appello alla nostra eccellente comunicatrice affinchè ci faccia vedere una gustosa anteprima del simbolo unificato

maria ha detto...

Prego, no iscritta, fondatrice.
Dopo g'aver fondà, te ghe pol anche metter una bomba: rendi sai racoglier macerie e scovazze per il riciclaggio.

Francesco C. ha detto...

Di Pietro ha accettato di formare un unico gruppo parlamentare col PD dopo le elezioni. Dubito che radicali e socialisti accetterebbero.

NETIQUETTE

In base alla normativa ed alla giurisprudenza in atto, tutti possono scrivere tutto su questo blog, purchè nel rispetto della vigente legislazione penale, civile e in materia di privacy.
Non sono ammesse volgarità e maleducazione.
In caso di infrazione, e solo in questo caso, i commenti, non appena individuati, saranno cancellati.
Preciso infine, anche in relazione alla discussa legge Levi sulla registrazione dei blog, che qui non si fanno controlli sulla provenienza dei commenti, ritenendo che tale indagine, possibile proprio perchè siamo tutti rintracciabili, abbia un carattere fondalmentalmente illiberale e contrario alla filosofia della rete.


UN SITO INTERNET NON PUO' ESSERE PARAGONATO A UNA TESTATA GIORNALISTICA

Da LaStampa.it del 25 settembre 2007.
Un sito Internet non può essere paragonato a una testata giornalistica.
Un blogger o più in generale chi gestisce un sito Internet non può essere paragonato al direttore di una testata giornalistica e pertanto non va condannato per l’omesso controllo delle pagine che cura.
È questa la sintesi dell’intervento del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, al question time della Camera. A tal proposito il ministro ha anticipato che la nuova legge sull’editoria estenderà la responsabiltà per i reati di diffamazione anche ai titolari di testate a livello elettronico, ma soltanto a quotidiani e periodici on line e non ai blog o ai siti generici.
«Le caratteristiche stesse della comunicazione telematica, la contemporaneità, la velocità, il numero dei commenti che vengono ospitati - ha spiegato Gentiloni - consentono molto difficilmente quel controllo che è tipico della carta stampata.
La linea del Governo si ispira a contemperare due diverse esigenze: da una parte mantenere il grado di libertà di uno strumento come la Rete, dall’altra evitare che questa libertà colpisca diritti di altri».
Rimane dunque sanzionabile la condotta di autori diretti di scritti diffamanti, mentre i responsabili dei siti hanno l’obbligo collaborare con le autorità di polizia e con gli inquirenti per colpire i reati più gravi, come quelli di pedofilia.

U.E. NIENTE REGOLAMENTAZIONE PER I BLOG

Il Parlamento europeo non ha accolto la proposta di una regolamentazione dei blog, che aveva suscitato molte polemiche in quanto poteva esser utilizzata come una limitazione della libertà di stampa ed espressione.
di
Redazione Digital life
Il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto della socialista estone Marianne Mikko, che chiedeva di "chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall'utente, assimilandoli, ai fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica". Questa proposta ha suscitato numerose polemiche ed è stata criticata aspramente da molti intellettuali europei che la ritenevano un attentato alla libertà d'espressione. Gli eurodeputati invece riconoscono che i blog sono "un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzati tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori" e quindi hanno respinto ogni ipotesi di regolamentazione.
26/09/2008 18:00

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