giovedì 14 febbraio 2008

Reato di FETICIDIO terapeutico premeditato

“Ho 39 anni e abito a Napoli. A causa del lavoro precario e altre incertezze, solo recentemente ho potuto pensare di mettere al mondo un figlio.
Ero contenta, e con me il mio compagno. Ho fatto tutte le analisi e i controlli. Alla fine di gennaio il responso dell’amniocentesi: il mio bambino soffriva della sindrome di Klineferter, un'anomalia cromosomica. Se la gravidanza fosse giunta a termine, ci sarebbe stato il 40% di possibilità di un deficit mentale.
Ho (abbiamo) passato dei giorni disperati. Poi ci siamo rivolti al sostegno psichiatrico che ci ha aiutato ad affrontare una decisione. Con un certificato mi sono sottoposta, nella 21^ settimana, a regolare aborto terapeutico al Policlinico II.
Il mio bambino è nato morto, pesava 460 grammi: il più brutto giorno della mia vita.
Il feto (loro lo chiamano così) e la cartella clinica sono stati sequestrati dai 7 agenti che hanno fatto irruzione nel reparto. Mentre uscivo dalla sala operatoria, ancora intontita dall’anestesia, mi hanno fatto un mucchio di domande, e se, per abortire, avevo pagato.
Mi dicono che c’è stata una denuncia anonima e che gli agenti non avevano neppure un mandato di perquisizione.” Fine del racconto.

In questa tornata elettorale, da comune cittadina e donna, non riesco a provare interesse per le alleanze e le tattiche elettorali e neppure per i programmi che lor signori vorranno elargirci. Chiederei a tutta la Politica un po’(solo un po’) di rispetto per i nostri diritti, meno CROCIATE per la tutela della Vita (che già ci pensiamo da soli), meno propaganda , meno stato di Polizia IRROMPENTE, meno Pubblici Ministeri solerti…che si occupassero di far togliere i rifiuti dalle strade…che si occupassero dei veri delinquenti mafiosi…che si occupassero dei veri imbroglioni parassiti dei falsi in bilancio e degli appalti…che si occupassero di rendere la vita vivibile e sicura.

2 commenti:

lista per la vita serena ha detto...

Il fatto che ha indignato gli inquirenti, il dott. Ferrara e il clero tutto, oltre all'ampolla di S. Gennaro, è stato che il feto si è rifiutato di rispondere a qualsiasi domanda.

Liby ha detto...

.. linkati ;-)

Liby

NETIQUETTE

In base alla normativa ed alla giurisprudenza in atto, tutti possono scrivere tutto su questo blog, purchè nel rispetto della vigente legislazione penale, civile e in materia di privacy.
Non sono ammesse volgarità e maleducazione.
In caso di infrazione, e solo in questo caso, i commenti, non appena individuati, saranno cancellati.
Preciso infine, anche in relazione alla discussa legge Levi sulla registrazione dei blog, che qui non si fanno controlli sulla provenienza dei commenti, ritenendo che tale indagine, possibile proprio perchè siamo tutti rintracciabili, abbia un carattere fondalmentalmente illiberale e contrario alla filosofia della rete.


UN SITO INTERNET NON PUO' ESSERE PARAGONATO A UNA TESTATA GIORNALISTICA

Da LaStampa.it del 25 settembre 2007.
Un sito Internet non può essere paragonato a una testata giornalistica.
Un blogger o più in generale chi gestisce un sito Internet non può essere paragonato al direttore di una testata giornalistica e pertanto non va condannato per l’omesso controllo delle pagine che cura.
È questa la sintesi dell’intervento del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, al question time della Camera. A tal proposito il ministro ha anticipato che la nuova legge sull’editoria estenderà la responsabiltà per i reati di diffamazione anche ai titolari di testate a livello elettronico, ma soltanto a quotidiani e periodici on line e non ai blog o ai siti generici.
«Le caratteristiche stesse della comunicazione telematica, la contemporaneità, la velocità, il numero dei commenti che vengono ospitati - ha spiegato Gentiloni - consentono molto difficilmente quel controllo che è tipico della carta stampata.
La linea del Governo si ispira a contemperare due diverse esigenze: da una parte mantenere il grado di libertà di uno strumento come la Rete, dall’altra evitare che questa libertà colpisca diritti di altri».
Rimane dunque sanzionabile la condotta di autori diretti di scritti diffamanti, mentre i responsabili dei siti hanno l’obbligo collaborare con le autorità di polizia e con gli inquirenti per colpire i reati più gravi, come quelli di pedofilia.

U.E. NIENTE REGOLAMENTAZIONE PER I BLOG

Il Parlamento europeo non ha accolto la proposta di una regolamentazione dei blog, che aveva suscitato molte polemiche in quanto poteva esser utilizzata come una limitazione della libertà di stampa ed espressione.
di
Redazione Digital life
Il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto della socialista estone Marianne Mikko, che chiedeva di "chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall'utente, assimilandoli, ai fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica". Questa proposta ha suscitato numerose polemiche ed è stata criticata aspramente da molti intellettuali europei che la ritenevano un attentato alla libertà d'espressione. Gli eurodeputati invece riconoscono che i blog sono "un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzati tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori" e quindi hanno respinto ogni ipotesi di regolamentazione.
26/09/2008 18:00

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