lunedì 6 ottobre 2008

I consigli dell'economista di famiglia


John Maynard Keynes by Duncan Grant


Dopo il medico di famiglia, ecco la nuova figura, l'economista di famiglia. Berlusconi non ci pensa, passa le notti in discoteca con i bocconiani (anche i bocconiani vanno in discoteca???), ci pensa Frogblog.



Beni di rifugio:

-oro

-argento

-mirra

-quadri delle televendite

-materassi


Consumi:

-produzione propria con un orticello sul balcone

-gatto in salmì


Trucchetti, attenzione è un reato, ma nel caso vi prendano si può prevedere un soggiorno, vitto ed alloggio a spese dello Stato (ovviamente non avete uno staff di avvocati che vi porti in Cassazione fino al prosssimo indulto nè potete avvalervi del lodo Alfano):

-andare alla coop, prendere una confezione di yogurt da bere, berla di nascosto, riporla nello scaffale





4 commenti:

Giuseppe Gatto ha detto...

... avrei qualcosa da ridire sul gatto in salmì!

Giuseppe Gatto ha detto...

... mentre quoto quella dello yogurth da bere... anche se per placare il mio appetito dovrei berne almeno una decina!

dottoranda di cui sopra ha detto...

Sono molto delusa da come vengono percepiti dal popolo i consigli esternati nel post precedente.
E' sufficiente un Keynes qualunque o un trucchetto allo Yogourth, per vanificare anni di sperimentazione sul campo!

Anonimo ha detto...

e provare con la famosa mosca nella macedonia dopo un lauto pasto al ristorante ?

NETIQUETTE

In base alla normativa ed alla giurisprudenza in atto, tutti possono scrivere tutto su questo blog, purchè nel rispetto della vigente legislazione penale, civile e in materia di privacy.
Non sono ammesse volgarità e maleducazione.
In caso di infrazione, e solo in questo caso, i commenti, non appena individuati, saranno cancellati.
Preciso infine, anche in relazione alla discussa legge Levi sulla registrazione dei blog, che qui non si fanno controlli sulla provenienza dei commenti, ritenendo che tale indagine, possibile proprio perchè siamo tutti rintracciabili, abbia un carattere fondalmentalmente illiberale e contrario alla filosofia della rete.


UN SITO INTERNET NON PUO' ESSERE PARAGONATO A UNA TESTATA GIORNALISTICA

Da LaStampa.it del 25 settembre 2007.
Un sito Internet non può essere paragonato a una testata giornalistica.
Un blogger o più in generale chi gestisce un sito Internet non può essere paragonato al direttore di una testata giornalistica e pertanto non va condannato per l’omesso controllo delle pagine che cura.
È questa la sintesi dell’intervento del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, al question time della Camera. A tal proposito il ministro ha anticipato che la nuova legge sull’editoria estenderà la responsabiltà per i reati di diffamazione anche ai titolari di testate a livello elettronico, ma soltanto a quotidiani e periodici on line e non ai blog o ai siti generici.
«Le caratteristiche stesse della comunicazione telematica, la contemporaneità, la velocità, il numero dei commenti che vengono ospitati - ha spiegato Gentiloni - consentono molto difficilmente quel controllo che è tipico della carta stampata.
La linea del Governo si ispira a contemperare due diverse esigenze: da una parte mantenere il grado di libertà di uno strumento come la Rete, dall’altra evitare che questa libertà colpisca diritti di altri».
Rimane dunque sanzionabile la condotta di autori diretti di scritti diffamanti, mentre i responsabili dei siti hanno l’obbligo collaborare con le autorità di polizia e con gli inquirenti per colpire i reati più gravi, come quelli di pedofilia.

U.E. NIENTE REGOLAMENTAZIONE PER I BLOG

Il Parlamento europeo non ha accolto la proposta di una regolamentazione dei blog, che aveva suscitato molte polemiche in quanto poteva esser utilizzata come una limitazione della libertà di stampa ed espressione.
di
Redazione Digital life
Il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto della socialista estone Marianne Mikko, che chiedeva di "chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall'utente, assimilandoli, ai fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica". Questa proposta ha suscitato numerose polemiche ed è stata criticata aspramente da molti intellettuali europei che la ritenevano un attentato alla libertà d'espressione. Gli eurodeputati invece riconoscono che i blog sono "un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzati tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori" e quindi hanno respinto ogni ipotesi di regolamentazione.
26/09/2008 18:00

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