martedì 7 ottobre 2008

torna l'economista di famiglia


Siamo ormai nella situazione ottocentesca dalla quale Carlino Marx (predecessore di Carlin Petrini, saggio del pd, amico di Fassino) aveva dedotto l'ineluttabilità dell'avvento del comunismo in Germania.

L'economista di famiglia non è del tutto convinto del ritorno del comunismo, ma si rifugia in ricette più semplici, basate su sorella acqua:

- lavarsi una volta alla settimana, no bagno, no doccia, ma un leggero inumidimento con uno straccio, specie nelle parti intime

-allungare il latte con l'acqua

-allungare il vino con l'acqua

-fare gli gnocchi di pane con quello vecchio ed acqua

-sostituire lo champagne con l'acqua addizionata di idrolitina

-sposare un vecchio moribondo con ricca pensione.


Consolarsi pensando che si stava peggio quando si stava peggio.

6 commenti:

Pino Amoruso ha detto...

Ciao in questi giorni stò diffondendo una iniziativa attraverso il mio blog. Ho lasciato molti commenti in blog diversi perchè ritengo che ora più che mai bisogna fare "RETE"...
Se la pensi anche tu come me, clicca sul mio blog e diffondi l'iniziativa.

Se ti ho contattato nei giorni scorsi, considera qs mio commento come un saluto...

A presto ;)

maria ha detto...

Ho capito perchè nessuno scrive più commenti su questo blog: facebook è peggio delle sabbie mobili, peggio della droga...e tutto perchè, nel deserto della politica, noi cammelli abbiamo bisogno di trovare o riconoscere amici. Bisogna resistere e trovare l'antidoto, ma adeguandosi ai costumi, magari anche andando a Cara Democrazia...

socievole ha detto...

bisogna far gite

Anonimo ha detto...

Ma andando a Cara Democrazia si cucca?

politicamente impegnato ha detto...

Non si cucca, ma c'è la consapevolezza di lavorare utilmente per un domani migliore.

Primo espulso da Cara Democrazia ha detto...

Per un domani migliore: PUNTATE SUL RAME.
Bruno, ed ha ragione, punta ormai solo sui circoli.
Cara Democrazia è, con affetto, in un cul de sac.

NETIQUETTE

In base alla normativa ed alla giurisprudenza in atto, tutti possono scrivere tutto su questo blog, purchè nel rispetto della vigente legislazione penale, civile e in materia di privacy.
Non sono ammesse volgarità e maleducazione.
In caso di infrazione, e solo in questo caso, i commenti, non appena individuati, saranno cancellati.
Preciso infine, anche in relazione alla discussa legge Levi sulla registrazione dei blog, che qui non si fanno controlli sulla provenienza dei commenti, ritenendo che tale indagine, possibile proprio perchè siamo tutti rintracciabili, abbia un carattere fondalmentalmente illiberale e contrario alla filosofia della rete.


UN SITO INTERNET NON PUO' ESSERE PARAGONATO A UNA TESTATA GIORNALISTICA

Da LaStampa.it del 25 settembre 2007.
Un sito Internet non può essere paragonato a una testata giornalistica.
Un blogger o più in generale chi gestisce un sito Internet non può essere paragonato al direttore di una testata giornalistica e pertanto non va condannato per l’omesso controllo delle pagine che cura.
È questa la sintesi dell’intervento del ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, al question time della Camera. A tal proposito il ministro ha anticipato che la nuova legge sull’editoria estenderà la responsabiltà per i reati di diffamazione anche ai titolari di testate a livello elettronico, ma soltanto a quotidiani e periodici on line e non ai blog o ai siti generici.
«Le caratteristiche stesse della comunicazione telematica, la contemporaneità, la velocità, il numero dei commenti che vengono ospitati - ha spiegato Gentiloni - consentono molto difficilmente quel controllo che è tipico della carta stampata.
La linea del Governo si ispira a contemperare due diverse esigenze: da una parte mantenere il grado di libertà di uno strumento come la Rete, dall’altra evitare che questa libertà colpisca diritti di altri».
Rimane dunque sanzionabile la condotta di autori diretti di scritti diffamanti, mentre i responsabili dei siti hanno l’obbligo collaborare con le autorità di polizia e con gli inquirenti per colpire i reati più gravi, come quelli di pedofilia.

U.E. NIENTE REGOLAMENTAZIONE PER I BLOG

Il Parlamento europeo non ha accolto la proposta di una regolamentazione dei blog, che aveva suscitato molte polemiche in quanto poteva esser utilizzata come una limitazione della libertà di stampa ed espressione.
di
Redazione Digital life
Il Parlamento Europeo ha respinto il rapporto della socialista estone Marianne Mikko, che chiedeva di "chiarire lo status dei blog e dei siti con contenuti generati dall'utente, assimilandoli, ai fini legali, a ogni altra forma di espressione pubblica". Questa proposta ha suscitato numerose polemiche ed è stata criticata aspramente da molti intellettuali europei che la ritenevano un attentato alla libertà d'espressione. Gli eurodeputati invece riconoscono che i blog sono "un contributo importante alla libertà di espressione, sempre più utilizzati tanto da professionisti dei media che da semplici navigatori" e quindi hanno respinto ogni ipotesi di regolamentazione.
26/09/2008 18:00

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